Visto che il mio tempo e la mia voglia di scrivere per esteso decrescono rapidamente, introduco l’ennesima “rubrica”: Nugae. Si tratterà di mini-post, inseriti in elenchi puntati (se non ravvedo alcuna priorità nelle informazioni che intendo esprimere) o numerati (nel caso opposto), che metteranno insieme brevi interventi sui più diversi argomenti all’interno di un’unica cornice visiva. Ricavare riferimenti alla vita personale dell’autore sarà, come sempre, lasciato quale esercizio al lettore.
- Mi sembrava di dover progettare un post per dare l’estremo saluto al 2008. Dal momento che ciò comporterebbe la riesumazione di ricordi recenti che mi renderebbero ingestibilmente furioso, preferisco affidarmi a un testo scritto da qualcuno molto migliore di me: eccolo. Ci troverete tutta la fiducia nel futuro (che alla fine emerge) ed una certa aurea levitas che in me non sono mai esistite.
- Due parole sugli effetti dannosi di Facebook sui rapporti interpersonali nella “vita reale”, un argomento riguardo il quale si è sproloquiato abbondantemente (un esempio su tutti). Ci sarà anche un briciolo di verità in queste elucubrazioni mentali, ma dal punto di vista di chi non ha una vita sociale convenzionale - è single da sempre, non va a farsi scoppiare l’apparato digerente ed uditivo nei locali notturni, se ne frega di conoscere gente per il puro gusto di farlo: in termini più comuni, è uno sfigato - ogni social network, proprio per il loro essere social, è terribilmente alienante: tutti queli aggiornamenti di stato, caricamenti di fotografie, adesioni ad inviti/gruppi/cause/test dovrebbe far sentire ancora più soli di quanto non lo si sia già. Se poi si è nello stato in cui si accetta la propria condizione monadica come inevitabile, perchè si è sperimentato, oltre ogni ragionevole limite di sopportazione personale, che ad essere come gli altri la si prende in posti non propriamente leciti, la situazione peggiora ancora. Ecco allora che iscriversi a Facebook potrebbe essere un modo per mettere a tacere chi ti taccia di asocialità, aggiungendo un congruo numero di buddies della quale poi ci si disinteresserà. Questo dovrebbe finalmente insegnare a valutare qualcosa di effimero per quello che è in grado di fare concretamente e non per quello che provoca nella testa delle persone che lo usano.




Content for English-speaking readers in the works
11 11 2008I repeatedly noticed that a significant part of traffic coming to this website was from online translation services like Google Translate and Yahoo! Babel Fish. While the latter is completely automated, and no corrections - whether needed or not - can be submitted, I considered suggesting better translations to the service offered by Google, but I felt the whole thing was a bit awkward, so I started planning on publishing translations by my own.
They won’t be blind translations - I am going to revise the content, to avoid wasting time with information that might not be true any more or aren’t likely to be read. My statistics will be extremely helpful in figuring out what posts will get top priorities.
I think I’m not going to translate the whole site, either. While I’m mainly started looking at that because I haven’t “fresh” new content to publish in my mother language, my time and body energies are very limited, and so are likely to be in the very near future. There are no deadlines; this posts only states that some translations will be published sometime in the future.
I’d also like to ask fellow users to post relevant comments using the language my post was written in (English, Italian, maybe Klingon) to keep the communication flow intact and make me happy. My contact form is there for you to tell me (nearly) everything else.
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