Non solo Craxi aveva pienamente ragione sulla politica, avendo indicato e praticato una via di modernizzazione che è stata sempre avversata dal vecchio PCI [...] ma ora emerge che chi ha sottoposto il leader socialista (sia in vita che post mortem) ad un vero e proprio linciaggio morale non aveva alcun titolo per dare lezioni di etica a nessuno. Finché la sinistra preferirà Di Pietro alla memoria di Craxi [...] si renderà impresentabile nella sua candidatura al governo del Paese.
Nota per i lettori: Per il cittadino medio di oggi non c’è nulla più a sinistra del Partito Democratico, ed anche l’Italia dei Valori sembrerebbe un partito di sinistra. In realtà, il Partito Democratico è un partito di centro in cui alcune aree di impostazione socialdemocratica esistono insieme ad altre di ispirazione cattolica, mentre l’Italia dei Valori ha un’impostazione conservatrice con svariate concessioni populiste, più simile ad alcune aree di Alleanza Nazionale di quanto sia evidente ad un primo sguardo.
Capezzone l’ha sparata grossa. Mi sa che ha ancora i postumi delle riunioni al partito radicale quando discutevano sulla legalizzazione delle droghe leggere.
P.S: E’ l’ennesimo tentativo di riabilitazione/revisionismo? O l’ennesimo caso di “cazzata televisisensis”?.
Ormai i politici non riflettono su ciò che dicono, si vede (per chi se ne rende conto, ahìnoi) che per loro non è importante ciò che si dice, ma massimizzare il volume di ciò che si dice, in modo da confondere il cittadino medio, piuttosto che rendergli chiara la “società” in cui vive (sono eletti anche, e soprattutto, per questo).
Italia dei valori è l’unico partito che in Italia acclama i valori della legalità sopra ogni cosa, l’Italia non sarà nel marcio finchè i politici si richiameranno ad un personaggio losco e viscido come Craxi, perchè nel viscidume ci sguazzano ancora, lo sarà finchè la gente stessa apprezzerà l’arroganza di uomini come Craxi, che si difendono dicendo che anche gli altri partiti si autofinanziano con le tangenti e con la corruzione, e che quindi è lecito farlo.
Usare questi argomenti, difendere lo stato delle cose, questo è veramente essere conservatori.
L’Italia dei Valori non è fatta da stinchi di santo. Sia Orlando che lo stesso Di Pietro, per citarne due esponenti noti, hanno qualche scheletro nell’armadio (per il primo basta ricordare le uscite su Falcone, per il secondo si consideri il ritratto che ne ha fatto Montanelli, che pure non è da lui molto distante, se non per formazione, quantomeno per valori di riferimento).
Ognuno può far riferimento a quello che vuole, ma portare avanti i “valori della legalità” come obiettivo politico, per quanto sia meritorio, non mette al riparo da nulla. Il termine “conservatore”, poi, non è una parolaccia: è la dizione usata dai vari movimenti di destra (veri) nel mondo per riferirsi a se stessi.
Se certe valutazioni più personali che politiche su personaggi come Orlando e Di Pietro, devono servire come pretesto per dire che l’Italia dei Valori è sullo stesso piano di certi partiti di destra e sinistra, che hanno fatto la fortuna grazie a connivenza tra politica e mafia, o grazie alla corruzione dei loro stessi rappresentanti, tutto ciò mi sembra un atto di brutale generalizzazione.
Il partito dell’IdV ha l’obiettivo di togliere i condannati dal parlamento, e persegue tale obiettivo nella completa coerenza, purtroppo invece permane nel PdL, e in certi ambienti della sinistra “all’ Italiana” una cultura “garantista”, dove per garantismo non si intende il senso proprio del termine, ma un’auto-legittimazione a preservare lo strapotere della casta, a discapito dei principi della Costituzione.
Se è questo che vogliamo difendere, in nome di non so quali altri principi, in un paese che è sull’orlo della crisi economica e, ormai da tempo sociale, non ci lamentiamo però di come vadano male le cose e che gli operai non arrivano a fine mese o che perdono il lavoro, visto che le classi dirigenti hanno l’appoggio indissolubile dei partiti e viceversa, e i sindacati se ricevono la loro fettina di torta fanno pure il buon viso a cattivo gioco.
Non sono di sinistra, ma se questa è la sinistra Italiana d’opposizione, non ci lamentiamo poi se al governo c’è questa destra.
A parte il fatto che la cifra di un partito politico dovrebbero essere le persone che ci militano, tutti i partiti sono sullo stesso piano nel momento in cui scelgono di presentarsi e farsi votare: il modo in cui poi arrivino a fare ciò è tutt’un altro paio di maniche. Con questo non voglio giustificare niente e nessuno.
Il resto del discorso, al di là dei toni giornalisticamente apocalittici sulla crisi economica (che si risolverà: il capitalismo non può morire se non lo si stronca nello stesso momento in tutto il mondo, e perchè nessuno vuole veramente che muoia, nemmeno chi è colpito dalla crisi sociale, per il semplice fatto che a molti è impossibile pensare in un registro diverso), c’entra poco con una presunta superiorità di un partito che non mi è facilmente concepibile.
Come ho detto all’inizio, in Italia non ci sono partiti di sinistra in Parlamento, quindi non c’è alcuna sinistra italiana d’opposizione.
Tutti i partiti non dovrebbero essere sullo stesso piano nel momento di farsi votare, altrimenti chi gioca sporco c’ha sempre la meglio, e finora è così.
Nessuno ha parlato di una superiorità diversa da quella numerica,
è chiaro che per avere quest’ultima però, si deve ricorrere al largo consenso del popolo, c’è chi preferisce ottenerlo insinuandosi attraverso uno strumento di rincoglionimento come la TV nelle case 24h/24, attraverso i tg che dovrebbero garantire una certa imparzialità, c’è chi preferisce ottenerlo nelle piazze informando i cittadini di essere governati da criminali.
Sinceramente preferisco questi ultimi.
“A parte il fatto che la cifra di un partito politico dovrebbero essere le persone che ci militano”
Chiedi troppo a questa povera Italia.
Per ora mi basta un partito che tenti di far saltare qualche testa.