Capita molto spesso che, sui nostri sistemi basati su Debian, installiamo dei programmi giusto per il gusto di provarli, e poi li togliamo. Naturalmente, ogni programma si porta dietro un buon numero di librerie condivise che lo riguardano. Fino a quando c’è almeno un altro software che usa queste librerie non c’è problema, ma se (facendo un esempio) abbiamo installato Amarok su GNOME, abbiamo visto che non ci piace e lo togliamo di mezzo, ci restano comunque svariate altre librerie KDE che non utilizziamo.
Per identificare quali pacchetti non vengono utilizzati da nessuno è utile servirsi di deborphan, un tool disponibile nei repository di Debian e derivate.
Se non viene specificata alcuna opzione, deborphan si limita a listare i pacchetti inutilizzati, uno sotto l’altro. Possiamo servirci di questo comportamento per dare in pasto in un colpo solo tutti i pacchetti ad apt-get, perchè li rimuova:
apt-get --purge remove $(echo -n $(deborphan))
Spero che tutto ciò vi sia utile. Commentate se qualcosa non è chiaro.

7 Settembre 2007 alle 16:29
Eh già, c’è solo su Ubuntu. Come mai “per fortuna” non la usi? Dai, siamo tutti fratelli Pinguini!
)
(parafrasando un tipo che non conoscevo e, sorridendo, mi ha abbracciato togliendomi da un inizio di rissa al concerto dei Chemical Brothers, lui disse “Siamo tutti fratelli chimici”, grazie ancora di avermi salvato la vita
7 Settembre 2007 alle 17:18
@Oskar NRK: Lo dico per ragioni prettamente tecniche. alcune delle scelte fatte, specie in merito all’ottimizzazione secondo me selvaggia dei binari, sono molto discutibili. Per dirne una: l’aspetto di cui ho appena parlato rende molto “aleatoria” la possibilità di usare una Xubuntu o una Fluxbuntu, dichiaratamente orientata a sistemi datati, su un sistema _realmente_ datato, che per me significa un 386/486, non certo un Pentium II. Non so se mi spiego.